Novità archeologiche dalle campagne di scavo condotte a Gangi nel 2015

Anche quest’anno Gangi è stata oggetto di esplorazioni archeologiche, sul Monte Alburchia e a Gangivecchio, che hanno messo in luce reperti di grande interesse e aggiungono un tassello importante alla storia del popolamento del territorio tra l’età ellenistico-romana e l’età bizantina.
Sul Monte Alburchia, in età arcaica probabile sede di un centro indigeno e poi di un abitato che dall’età ellenistico-romana si protrasse al IV-V sec. d.C., i recenti lavori di ripulitura della parete settentrionale del rilievo, seguiti sul campo dal dott. Santino Ferraro e realizzati con la collaborazione dei proprietari dei terreni i signori Salerno, hanno messo in luce una serie di edicole, scavate nella parete di roccia, alcune delle quali monumentali. Questa scoperta riveste una grandissima valenza archeologica e trova confronti in alcuni importanti contesti della Sicilia (Segesta, Marsala, Akrai). Le edicole sono allo stato attuale di dubbia interpretazione, ebbero forse valenza funeraria e furono plausibilmente scavate lungo una via sacra, ipotesi che potrà essere convalidata da un approfondimento degli studi. In base ai confronti citati ed agli esigui reperti ad esse collegabili il complesso di edicole è databile ad età ellenistico-romana. I lavori sono stati effettuati sotto la direzione Scientifica dei dottori Stefano Vassallo e Rosa Maria Cucco della Soprintendenza di Palermo e grazie al contributo della Ditta Gangi Impianti e di Benedetto Notararigo e Nino Polizzi.
L’estate scorsa sono, inoltre, proseguite le indagini archeologiche presso l’antica abbazia benedettina di Gangivecchio, fondata dai Ventimiglia nel 1363. Qui da alcuni anni la Soprintendenza di Palermo in convenzione con l’Università dell’Iowa (professor Glenn Storey) e con l’Università di Palermo (professoressa Fabiola Ardizzone) ha realizzato saggi archeologici nell’ambito dell’abbazia e nei terreni circostanti. L’esplorazione archeologica ha messo in luce più fasi di vita di un insediamento che, sorto probabilmente nella prima età imperiale si sviluppò in età tardo antica. I rinvenimenti relativi a questa fase (III-V sec. d.C.) sono di grande pregio (tessere di mosaico, vetri, oggetti di osso lavorato) e fanno ipotizzare la presenza nel sottosuolo di una dimora di lusso (probabilmente una villa), struttura finora non attestata da significativi resti murari. L’insediamento si protrasse anche in età bizantina. Interessante è inoltre l’individuazione del basamento dell’antica torre campanaria del convento benedettino e, presso di questa, di una fornace.
La Soprintendenza di Palermo, diretta dalla dott.ssa Maria Elena Volpes, in collaborazione con il signor sindaco di Gangi Giuseppe Farrarello, nello spirito di fattiva collaborazione che da anni anima le due istituzioni e grazie all’iniziativa del Comune, tradizionalmente impegnato nella valorizzazione dei beni culturali del territorio, ha in programma un incontro che si terrà a Gangi a novembre, nel quale saranno illustrati i risultati delle recenti campagne di scavo. In questa occasione si prevede di organizzare un piccolo allestimento, con esposizione dei reperti più significativi. Il Comune ha poi in progetto un ampliamento del Museo Civico situato a Palazzo Sgadari, per offrire un contesto espositivo che permetta di esporre a Gangi una selezione di oggetti rinvenuti negli ultimi anni a Monte Alburchia e Gangivecchio.
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