Ettore De Maria Bergler e la Sicilia dei Florio

Per la prima volta un libro su Ettore De Maria Bergler, artista prediletto della famiglia Florio, mette in luce gli aspetti ancora in ombra dell’esperienza pittorico-decorativa di uno tra i maggiori esponenti dell’arte siciliana tra Ottocento e Novecento ed evidenzia la portata europea della sua attività, traendo spunto dalle pubblicazioni sull’argomento e in particolare dallo studio pionieristico di Maria Accascina “Ottocento Siciliano. Pittura” del 1939. Allievo di Francesco L0jacono, l’artista occupa un posto di primo piano nel panorama della pittura di paesaggio fiorita a Palermo e non solo, poichè la sua formazione non fu estranea alle scuole di Napoli e Firenze.
L’originale apporto – spiega l’autrice Cristina Costanzo – di De Maria Bergler all’arte del suo tempo non si limitò alla pittura di paesaggio ma interessò anche il ritratto, genere nel quale si distinse come uno dei pittori più apprezzati dagli esponenti dell’alta società dell’epoca.
“Il saggio pone in risalto la trama fitta di rapporti d’amicizia e scambi culturali tra l’artista siciliano e alcuni grandi protagonisti del tempo come i Florio, di cui De Maria Bergler fu amico fedele e artista prediletto, incaricato nel 1893 di ritrarre, con l’eleganza unica dei suoi pastelli, Donna Franca. Accanto alla famiglia Florio trovano spazio i Whitaker e altri esponenti dell’alta società siciliana, come le famiglie Lanza, Trabia, Cutò, Ziino, Lecerf e Fassini, che lo apprezzavano come il ritrattista talentuoso, e i collezionisti degli anni veneziani tra cui si annoverano sovrani, ministri e onorevoli” scrive nella prefazione Maria Concetta Di Natale.
“Non era facile tracciare un aggiornato profilo monografico di Ettore De Maria Bergler, che finora mancava nella pur ricca bibliografia sul pittore, e al tempo stesso non era facile individuare in un percorso artistico così sfaccettato e cangiante, ma nel complesso coerente, un filo rosso che potesse legare insieme i suoi esordi nel segno forte di Lojacono, le straordinarie imprese decorative di Villa Whitaker, del Teatro Massimo e di Villa Igiea ( e di conseguenza il felice rapporto di collaborazione con Ernesto Basile e Vittorio Ducrot) e la sua presenza continuativa alle Biennali di Venezia dal 1901 al 1912, che di fatto lo incoronò tra i più apprezzati e quotati pittori meridionali degli inizi del Novecento.
Lo studio di Cristina Costanzo, frutto di una paziente quanto corretta e fortunata ricerca, centra bene l’obiettivo e lo fa con occhio attento e capacità di discernimento, utilizzando al meglio le non poche più recenti acquisizioni al catalogo dell’artista e le fonti documentarie in larga parte inedite, in particolar modo i materiali custoditi in quella miniera inesauribile che è l’archivio storico della Biennale di Venezia, oggi denominato ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee)” aggiunge nella postfazione Gioacchino Barbera.
Ettore De Maria Bergler (Napoli, 1850 – Palermo, 1938) è uno dei maggiori esponenti dell’arte siciliana dell’Ottocento e del Novecento, apprezzato in occasione delle più importanti manifestazioni del periodo come l’Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia. Allievo di Francesco Lojacono, occupa un posto di primo piano nel panorama della pittura di paesaggio fiorita in Sicilia e non solo, poiché la sua formazione non fu estranea alle scuole di Napoli e Firenze. Il volume, con rigoroso approccio metodologico, presenta opere inedite e testimonianze di valore che documentano la formazione di matrice europea dell’artista siciliano. Particolarmente felice fu il sodalizio, volto all’integrazione tra estetica e funzionalità, con Ernesto Basile e Vittorio Ducrot, fautori di un’arte nuova e cosmopolita. Tale unione di intenti trova esiti felicissimi nel magnifico ciclo decorativo di Villa Igiea, capolavoro del Liberty internazionale, che contribuì all’affermazione di Palermo come capitale del nuovo stile. Si delinea uno scenario internazionale in cui le ricerche artistiche siciliane, dall’Eclettismo al Liberty, si rivelano in sintonia con l’Avanguardia europea.
Cristina Costanzo (Palermo, 1982), storico e critico d’arte, è docente a contratto presso l’ Università degli Studi di Palermo. Si è laureata in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici all’Università Cà Foscari di Venezia conseguendo il titolo di Dottore di ricerca in Storia dell’Arte Medievale, Moderna e Contemporanea in Sicilia, con il titolo aggiuntivo di Doctor Europaeus, presso l’Università degli Studi di Palermo. Ha pubblicato diversi saggi di arte moderna e contemporanea e ha prodotto numerosi contributi critici, interviste e recensioni per riviste specializzate in arti decorative, arte moderna e contemporanea. Affianca all’attività di studiosa quella di curatore promuovendo mostre ed eventi culturali in spazi pubblici e privati come il Museo Diocesano di Monreale, i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo e il MAACK Museo all’Aperto di Arte Contemporanea di Casacalenda (CB).
Silvana Editoriale, Collana Biblioteca d’Arte
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